News (31)

Sono molte le novità ambientali contenute nel decreto legge 91/14 convertito in Legge 116/2014 (c.d. decreto competitività), che vanno dalla conferma del Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) e altre disposizioni in materia di gestione dei rifiuti. Nel testo di legge è stata inserita una norma che prevede la proroga del Sistri fino al 31 dicembre 2015. Successivamente il contratto tra il ministero dell'Ambiente e Selex Se.Ma. Spa perderà la sua efficacia. Entro il 30 giugno 2015 il Ministero bandirà una gara europea per affidare la concessione del servizio di tracciamento informatico dei rifiuti nel rispetto del Dlgs 163/06 (contratti pubblici per lavori, servizi e forniture). Non è stata invece ancora approvata alcuna delle numerose semplificazioni proposte dal mondo imprenditoriale, e slitta dal 3 marzo al 31 dicembre 2014 il termine entro cui il ministro dell'Ambiente semplificherà e ottimizzerà il Sistri.
 
Fonte: Il Sole 24 Ore
 

sistri

Il SISTRI continua ad evolversi, a modificarsi, a semplificarsi, ed in alcuni casi a complicarsi. 

SISTRI – soggetti obbligati (aggiornamento Gazzetta Ufficiale n° 99 del giorno 30/04/2014,l decreto 24 Aprile 2014)

Sono obbligati ad aderire ed utilizzare il SISTRI, i seguenti soggetti:

-         Enti ed imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che derivino da attività agricole ed agroindustriali con più di 10 dipendenti;

-         Enti ed imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che derivino da attività di costruzione e demolizione e da scavo, artigianali, industriali, commerciali, di servizio, sanitarie con più di 10 dipendenti;

-         Enti ed imprese produttori di rifiuti speciali pericolosi che effettuano attività di stoccaggio;

-         Enti ed imprese che effettuano la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani nella Regione Campania;

-         Enti ed imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi derivanti da attività di pesca professionale ed acquacoltura che abbiano più di 10 dipendenti

Permane ad oggi l’esenzione dall’adesione al SISTRI per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi, i quali ovviamente possono aderire al SISTRI in maniera facoltativa.

Sono esentati dall’obbligo di adesione al SISTRI:

-         Enti ed imprese, produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, che indipendentemente dal numero di dipendenti conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta come descritto all’articolo 183 comma 1 lett. pp) del D.Lgs. 152/2006

-         Enti ed imprese, produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, che indipendentemente dal numero di dipendenti, sono iscritti alla sezione speciale “imprese agricole” del Registro imprese e che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta come descritto all’articolo 183 comma 1 lett. pp) del D.Lgs. 152/2006.

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Disposizione in materia ambientale

Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali (collegato alla legge di stabilità 2014)
approvato con il nuovo titolo
"Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali"

 

Download allegati:
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Oli usati la legge consente nuovamente la miscelazione.

La legge 116/2014 di conversione del Dl “Competitività” consente agli operatori di gestire gli oli usati, a partire dal deposito temporaneo, senza rispettare il divieto generale di miscelazione dei rifiuti con caratteristiche di pericolo differenti.

 La novità arriva attraverso la modifica dell'articolo 216-bis del Dlgs 152/2006 (oli usati) che legittima, “in deroga” all'articolo 187 dello stesso “Codice ambientale” (cioé la norma che stabilisce il divieto generale di miscelazione dei rifiuti pericolosi aventi differenti caratteristiche di pericolosità), la miscelazione degli oli usati.

Il tutto a condizione che vengano rispettati i principi generali della disciplina in materia di rifiuti, che la miscelazione sia effettuata da una impresa autorizzata e che l'operazione sia conforme alle migliori tecniche disponibili.

 Rimane invece fermo il divieto di miscelazione degli oli usati con altri tipi di rifiuti o sostanze, nonché l'obbligo di tenere costantemente separati, per quanto tecnicamente possibile, gli oli usati destinati a processi di trattamento diversi.

fonte:http://www.reteambiente.it/news/20845/oli-usati-miscelazione-possibile-dal-21-agosto-20/

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Nuova direttiva sui rifiuti, cambiano le classi di pericolo dal prossimo Giugno 2015

Il regolamento 1357/2014/Ue adegua le definizioni delle caratteristiche di pericoloso ... Conai, da aprile 2015 ridotto il contributo imballaggi acciaio e legno. Conai ... La direttiva quadro sui rifiuti aggiornata alle novità sulle caratteristiche di pericolo introdotte dal regolamento 1357/2014/Ue, applicabili dal 1° giugno 2015 ...

REGOLAMENTO (UE) N. 1357/2014: NUOVE CARATTERISTICHE DI PERICOLO RIFIUTI

REGOLAMENTO (UE) N. 1357/2014 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2014 che sostituisce l'allegato III della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (Testo rilevante ai fini del SEE)

Modificato l'allegato III della direttiva 2008/98/CE che elenca le caratteristiche di pericolo per i rifiuti.

CARATTERISTICHE DI PERICOLO PER I RIFIUTI

HP 1“Esplosivo”:

rifiuto che può, per reazione chimica, sviluppare gas a una temperatura, una pressione e una velocità tali da causare danni nell'area circostante. Sono inclusi i rifiuti pirotecnici, i rifiuti di perossidi organici esplosivi e i rifiuti autoreattivi esplosivi.

HP 2“Comburente”:
rifiuto capace, in genere per apporto di ossigeno, di provocare o favorire la combustione di altre materie.

HP 3“Infiammabile”:
- rifiuto liquido infiammabile: rifiuto liquido il cui punto di infiammabilità è inferiore a 60 °C oppure rifiuto di gasolio, carburanti diesel e oli da riscaldamento leggeri il cui punto di infiammabilità è superiore a 55 °C e inferiore o pari a 75 °C;
- rifiuto solido e liquido piroforico infiammabile: rifiuto solido o liquido che, anche in piccole quantità, può infiammarsi in meno di cinque minuti quando entra in contatto con l'aria;
- rifiuto solido infiammabile: rifiuto solido facilmente infiammabile o che può provocare o favorire un incendio per sfregamento;
- rifiuto gassoso infiammabile:rifiuto gassoso che si infiamma a contatto con l'aria a 20 °C e a pressione normale di 101,3 kPa;
- rifiuto idroreattivo: rifiuto che, a contatto con l'acqua, sviluppa gas infiammabili in quantità pericolose;
- altri rifiuti infiammabili: aerosol infiammabili, rifiuti autoriscaldanti infiammabili, perossidi organici infiammabili e rifiuti autoreattivi infiammabili.

HP 4“Irritante - Irritazione cutanea e lesioni oculari”:
rifiuto la cui applicazione può provocare irritazione cutanea o lesioni oculari.

HP 5“Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT)/Tossicità in caso di aspirazione”:
rifiuto che può causare tossicità specifica per organi bersaglio con un'esposizione singola o ripetuta, oppure può provocare effetti tossici acuti in seguito all'aspirazione.

HP 6“Tossicità acuta”:
rifiuto che può provocare effetti tossici acuti in seguito alla somministrazione per via orale o cutanea, o in seguito all'esposizione per inalazione.

HP 7“Cancerogeno”:
rifiuto che causa il cancro o ne aumenta l'incidenza.

HP 8“Corrosivo”:
rifiuto la cui applicazione può provocare corrosione cutanea.

HP 9“Infettivo”:
rifiuto contenente microrganismi vitali o loro tossine che sono cause note, o a ragion veduta ritenuti tali, di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi.

HP 10“Tossico per la riproduzione”:
rifiuto che ha effetti nocivi sulla funzione sessuale e sulla fertilità degli uomini e delle donne adulti, nonché sullo sviluppo della progenie.

HP 11“Mutageno”:
rifiuto che può causare una mutazione, ossia una variazione permanente della quantità o della struttura del materiale genetico di una cellula.

HP 12“Liberazione di gas a tossicità acuta”:
rifiuto che libera gas a tossicità acuta (Acute Tox. 1, 2 o 3) a contatto con l'acqua o con un acido.

HP 13“Sensibilizzante”:
rifiuto che contiene una o più sostanze note per essere all'origine di effetti di sensibilizzazione per la pelle o gli organi respiratori.

HP 14“Ecotossico”:
rifiuto che presenta o può presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali.

HP 15“Rifiuto che non possiede direttamente una delle caratteristiche di pericolo summenzionate ma può manifestarla successivamente”

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Milleproroghe 24 dicembre 2014

La Presidenza del Consiglio comunica che:

 

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, mercoledì 24 dicembre 2014 alle ore 12.50, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.

 

*****

 

STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA

 

In apertura del Consiglio dei Ministri, il Ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha aggiornato il Governo sullo stato di attuazione del Programma.

 

Rispetto al precedente Consiglio dei Ministri del 12 dicembre vi sono 13 provvedimenti in meno da adottare. In particolare, il risultato attuativo conseguito con riferimento ai provvedimenti di legge approvati dai due precedenti Esecutivi (Letta e Monti) è il seguente: lo stock dei decreti da adottare è oggi pari a 383, con un dato di partenza di 889, “presi in carico” dal Governo il 22 febbraio scorso.

 

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APPROVATO IL NUOVO MUD 2015

Il 9/12/2014 - Sul supplemento ordinario n. 97 alla Gazzetta ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2014 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 dicembre 2014 recante "Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2015".


Il Decreto si è reso necessario a causa dello slittamento del termine di entrata in operatività del Sistema SISTRI prima prorogato e, successivamente, sospeso, con l'art. 13, commi 3 e 3-bis del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, fino al compimento delle verifiche amministrative e funzionali del Sistema stesso ed, infine, entrato in vigore il l'1 ottobre 2013.

Con il decreto in argomento viene stabilito che il modello di dichiarazione, allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2013, è sostituito dal modello e dalle istruzioni allegati al decreto 17/12/2014 e che il nuovo modello di cui al decreto oggetto della presente notizia sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento all'anno precedente e sino alla piena entrata in operatività del Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI).
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è completato dai seguenti 6 allegati:

  • Allegato 1 - Articolazione del modello unico di dichiarazione ambientale
  • Allegato 2 - Sezione rifiuti semplificata
  • Allegato 3 - Sezione anagrafica
  • Allegato 4 - Indicazioni per la presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) via telematica
  • Allegato 5 - Codici catalogo europeo rifiuti
  • Allegato 6 - Dati identificativi della dichiarazione.
  • Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/12/27/14A09910/sg%20
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Albo Nazionale Gestori Ambientali

Albo nazionale gestori ambientali: regole tutte nuove per l’iscrizione, il rinnovo e la permanenza delle imprese alla luce del Dm 120/2014

Le regole per l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali sono profondamente cambiate. Infatti, il 7 settembre 2014 è entrato in vigore il nuovo regolamento dell’Albo (Dm 120/2014) che, dopo 16 anni, ha definitivamente archiviato il Dm 406/1998. Dunque, cambia tutto e il nuovo regolamento lo fa all’insegna della semplificazione amministrativa e della qualificazione delle imprese.  
Tra le molte semplificazioni si segnala il fatto che gli operatori non devono più comunicare le modifiche anagrafiche al Registro imprese; inoltre, è previsto l’accorpamento delle categorie di iscrizione; pertanto, ad esempio, gli iscritti nelle categorie 4 e 5 possono trasportare i rifiuti da se stessi prodotti o i RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici) senza richiedere altre iscrizioni.
Viene altresì disciplinata la trasmissione telematica delle domande e delle comunicazioni, mentre per il rinnovo dell’iscrizione l’impresa presenterà un’autocertificazione circa il permanere dei requisiti previsti per l’iscrizione. L’attestazione di idoneità degli automezzi è redatta e sottoscritta dal Responsabile tecnico dell’impresa, pertanto decade l’obbligo di dimostrarla con perizia redatta e giurata da un professionista.
Cambia profondamente la formazione del Responsabile tecnico il cui aggiornamento professionale sarà verificato ogni cinque anni, in base a contenuti, criteri e modalità di svolgimento stabiliti dal Comitato nazionale dell’Albo.
Il tutto, unito al delicato regime transitorio previsto dall’articolo 26 del nuovo Dm 120/2014, rende necessario un confronto con aggiornamento professionale.

 

ULTIME NOVITÀ:

 

● 31 dicembre 2014: Dl "Milleproroghe" prevede da 1° febbraio 2015 sanzioni per omessa iscrizione e mancato pagamento contributo.

 

Il Dl 31 dicembre 2014 n. 192 stabilisce l’applicazione a partire dal 1° febbraio 2015 delle sanzioni previste dall’articolo 260-bis, commi 1 e 2, del Dlgs 152/2006 che puniscono l’omessa iscrizione al Sistri ed il mancato pagamento del relativo contributo e la proroga fino al 31 dicembre 2015 delle altre sanzioni Sistri, unitamente ad un pari prolungamento del periodo transitorio del cd. "doppio binario" (tracciamento telematico e tradizionale).

 

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SISTRI, E' INIZIATO ILCONTO ALLA ROVESCIA PER LE SANZIONI.

NESSUNA PROROGA – Resta un punto fermo: il 3 marzo 2014 il Sistri diventa operativo. Ma le sanzioni previste si applicheranno soltanto da gennaio 2015. La Camera ha dato via libera al decreto n. 152/2013 http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-01-03&atto.codiceRedazionale=13G00193&currentPage=1 il cosiddetto Milleproroghe, che contiene anche il rinvio dell’entrata in vigore delle sanzioni, ma non dell’operatività del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi.

La proroga al 31 dicembre 2014 riguarda l'applicazione dell'attuale regime transitorio "a doppio binario" degli adempimenti ambientali previsti in materia di tracciabilità dei rifiuti. Se le modifiche verranno confermate anche in seconda lettura dal Senato, gli operatori potranno continuare a utilizzare registri di carico/scarico e formulari di trasporto accanto al SISTRI e il regime sanzionatorio verrà applicato dal 1 febbraio 2015.

 

 

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Nuove norme classificazione rifiuti

Entrano in vigore il 18 febbraio 2015 le nuove norme per la classificazione dei rifiuti previste dal riformulato allegato D alla Parte IV del Dlgs 152/2006.

 Le novità, introdotte dal Dl 91/2014 convertito in Legge 11 agosto 2014, direttamente nel Codice ambientale, riguardano le istruzioni per la corretta attribuzione dei codici europei ai rifiuti.

 In particolare  all'allegato D alla Parte IV è premessa la seguente disposizione:

 "Classificazione dei rifiuti:

1.    La classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore assegnando ad essi il competente Codice Cer, applicando le disposizioni contenute nella decisione 2000/532/Ce.

2.    Se un rifiuto è classificato con Codice Cer pericoloso "assoluto", esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. Le proprietà di pericolo, definite da H1 ad H15, possedute dal rifiuto, devono essere determinate al fine di procedere alla sua gestione.

3.    Se un rifiuto è classificato con Codice Cer non pericoloso "assoluto", esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione.

4.    Se un rifiuto è classificato con Codici Cer speculari (o specchio), uno pericoloso ed uno non pericoloso, per stabilire se il rifiuto è pericoloso o non pericoloso debbono essere determinate le proprietà di pericolo che esso possiede. Le indagini da svolgere per determinare le proprietà di pericolo che un rifiuto possiede sono le seguenti:

a)   individuare i composti presenti nel rifiuto attraverso la scheda informativa del produttore; la conoscenza del processo chimico; il campionamento e l'analisi del rifiuto;

b)   determinare i pericoli connessi a tali composti attraverso: la normativa europea sulla etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi; le fonti informative europee ed internazionali; la scheda di sicurezza dei prodotti da cui deriva il rifiuto;

c)    stabilire se le concentrazioni dei composti contenuti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all'analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione dei test per verificare se il rifiuto ha determinate proprietà di pericolo.

 5.    Se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo aspecifico, e non sono perciò noti i composti specifici che lo costituiscono, per individuare le caratteristiche di pericolo del rifiuto devono essere presi come riferimento i composti peggiori, in applicazione del principio di precauzione.

 6.    Quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità stabilite nei commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.

 7.    La classificazione in ogni caso avviene prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione".

Fonte:http://www.ecocae.it/news/categoria1/2015/02/13/nuove-norme-classificazione-rifiuti

http://ricicla.tv/2015/02/classificazione-rifiuti-si-rischia-la-paralisi-del-settore/#.VOecjzt0xdg

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