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Amianto sugli edifici pubblici, ecco il bando 2016 per la bonifica. Oltre 5,5 milioni di euro per la progettazione degli interventi. Domande dal 30 gennaio al 30 marzo 2017

Presto disponibili i 5,536 milioni di euro per il finanziamento della progettazione, preliminare e definitiva, d’interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto.
 
È stato, infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando ufficiale per la bonifica da amianto su edifici pubblici.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-01-24&atto.codiceRedazionale=17A00401&elenco30giorni=false
 

Bonifica amianto edifici pubblici: il bando 2016

Il finanziamento è destinato alla progettazione preliminare e definitiva di interventi di rimozione e smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati, dell’amianto e del cemento-amianto presente in coperture e manufatti di edifici pubblici ubicati nel territorio nazionale, effettuati nel rispetto della normativa ambientale, edilizia e di sicurezza nei luoghi di lavoro, fino ad un massimo di 15.000 euro.
 
Oggetto dell'intervento potranno essere esclusivamente edifici e strutture pubbliche. Ciascun ente potrà presentare una sola richiesta di finanziamento per la progettazione di un singolo intervento ma l'intervento potrà riguardare anche più edifici o unità locali, sempre nel rispetto del limite complessivo di 15.000 euro.
 
Saranno escluse dal finanziamento:
- le spese per la progettazione di interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera;
- spese di acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi e loro messa in opera;
- la progettazione di interventi realizzati prima della pubblicazione del bando o prima del ricevimento della comunicazione scritta di concessione del contributo richiesto.
 

Bonifica amianto: le richieste di finanziamento

Le richieste di finanziamento dovranno essere necessariamente essere correlate da una relazione tecnica asseverata da professionista abilitato.
 
L'intervento presentato dovrà inoltre essere provvisto di:
- relazione tecnica asseverata in cui devono essere specificati: della destinazione d'uso dei beni o dei siti sede dell'intervento, la localizzazione e la destinazione d'uso dei manufatti contenenti amianto; - - la tipologia, la quantità e lo stato di conservazione dei materiali;
- le modalità di intervento di bonifica proposto;
- la stima dei lavori da eseguire con dettaglio dei costi di progettazione soggetti a finanziamento;
- il cronoprogramma orientativo delle attività, incluse le fasi progettuali.
 
Il finanziamento sarà liquidato nelle seguenti modalità;
 - il 30% della somma ammessa a finanziamento al momento dell’ammissione;
 - il 40% della somma ammessa a finanziamento al momento dell’approvazione del progetto definitivo;
 - il 30% della somma ammessa a finanziamento momento della rendicontazione finale delle spese sostenute per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi, nelle modalità previste dal bando su base annuale.

 

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Bonifica amianto, lo Stato destina 17 milioni per le imprese

Un finanziamento di 17 milioni di euro per le imprese che effettuano interventi di bonifica dall'amianto. È quanto stabilisce il decreto del Ministero dell'Ambiente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 ottobre. Nel dettaglio si prevede un credito d'imposta al 50% delle spese sostenute per interventi di bonifica dall'amianto (come previsto nell'articolo 56 del Collegato Ambientale) su beni e strutture produttive effettuati e conclusi entro il 2016, stabilendo che il finanziamento complessivo è pari a 17 milioni di euro, e che l'agevolazione non spetta per investimenti di importo unitario inferiore a 20 mila euro. "Un passo fondamentale - afferma il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - che mi auguro possa dare ulteriore slancio ed efficacia al percorso intrapreso per liberare l'Italia dall'amianto, anche puntando ad un maggiore coinvolgimento delle imprese, con nuove risorse e più trasparenza".

Le agevolazioni sono concesse nei limiti e nelle condizioni del regolamento europeo, che prevede che il finanziamento pubblico alle imprese uniche non possa superare, nel triennio, 100 mila euro per le imprese di trasporto merci per conto terzi, e 200 mila euro per le altre. Sono invece escluse le imprese di produzione primaria di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, e quelle che operano nei servizi di interesse economico generale, le cui agevolazioni sono disciplinate da altri regolamenti comunitari.
Il Credito d'Imposta verrà concesso solo per interventi di rimozione e smaltimento dell'amianto, non per il semplice incapsulamento o confinamento. Saranno  finanziati solo gli interventi conclusi, quelli di cui l'impresa può comprovare i pagamenti effettuati e l'avvenuto smaltimento in discarica dell'amianto entro il 31 dicembre 2016.

fonte http://www.repubblica.it/ambiente/2016/10/18/news/lo_stato_destina_17_milioni_alle_imprese_per_la_bonifica_amianto-150063640/

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Mud 2016 scadenza entro il 30 Aprile

Il 30 aprile 2016 scade il termine entro il quale alcuni gestori di rifiuti (come gli speciali, i veicoli fuori uso, i RAEE) nonché i produttori di imballaggi e di RAEE devono presentare alle Camere di commercio il Modello unico di dichiarazione ambientale (Mud), la comunicazione  annuale relativa ai rifiuti gestiti nell'anno precedente istituita con la legge 70/1994 e specificata dalla normativa speciale in materia.

 A tal fine, il Dpcm 21 dicembre 2015 ha confermato il Dpcm 17 dicembre 2014 e quindi, anche per la dichiarazione 2016 (dati 2015), i soggetti obbligati dovranno utilizzare la stessa modulistica e le stesse istruzioni della dichiarazione 2015 (dati 2014).

 Il Dpcm 21 dicembre  2015 non introduce nuove prescrizioni rispetto al regolamento del 2014 ma prevede la divulgazione di "informazioni aggiuntive" alle istruzioni indicate negli allegati del Dpcm 17 dicembre 2014 attraverso i siti www.sviluppoeconomico.gov.it, www.minambiente.it; www.isprambiente.gov.it, www.unioncamere.it, www.infocamere.it; www.ecocerved.it.

 In data 2 marzo 2016 sul citato sito internet dell’Ispra sono state pubblicate (ex articolo 1, comma 3 del Dpcm  21 dicembre 2015) delle prime istruzioni aggiuntive alle istruzioni riportate in allegato al Dpcm 17 dicembre 2014.

 

Si ricorda che in virtù di quanto stabilito dal Dl 210/2015 ("Milleproroghe"), fino al 31 dicembre 2016 continuano ad applicarsi gli obblighi previsti dall'articolo 189 del Dlgs 152/2006 nella versione antecedente al Dlgs 205/2010. Questo significa che anche i soggetti obbligati agli adempimenti previsti dal Sistri, nuovo sistema informatico di controllo, per tutto il 2016 dovranno continuare ad effettuare il tracciamento "tradizionale" dei rifiuti  e quindi presentare, nei termini sopracitati, la dichiarazione Mud. 

Potete scaricare il software della Unioncamere

Softwarehttp://mud.ecocerved.it/Tracciati/TracciatiSoftware

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NOVITA' AMBIENTALI

QUALITÀ DELLE ACQUE
Attuazione della direttiva europea che riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/39/UE che modifica le direttive 2000/60/CE e la 2008/105/CE per quanto riguarda gli standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque. L’obiettivo è combattere l’inquinamento idrico rafforzando il monitoraggio dello stato delle acque superficiali, di quelle sotterranee e delle aree protette.
Il decreto aggiorna, recependo le indicazioni della normativa europea, gli elenchi delle sostanze chimiche ritenute maggiormente pericolose con 12 nuove sostanze tra cui componenti contenuti in prodotti fitosanitari, sostanze chimiche industriali e sottoprodotti della combustione, rivedendo inoltre  i livelli di concentrazione di altre 7 sostanze già incluse nell’elenco, in linea con i parametri indicati dall’Ue. Vengono definiti anche i termini e le modalità certe con cui eseguire il monitoraggio sulle acque e contestualmente viene introdotto l’obbligo di un continuo controllo delle sostanze presenti nell’elenco definito dalla Commissione europea.

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PILE E ACCUMULATORI
Attuazione della direttiva europea in materia di batterie portatili e accumulatori contenenti cadmio (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/56/UE che modifica la direttiva 2006/66/CE sulle pile, gli accumulatori e i relativi rifiuti di questi prodotti. Questo provvedimento consente all’Italia di risolvere positivamente la procedura d’infrazione n° 439, che si era instaurata per il mancato recepimento della direttiva europea 56 del 2013.
Il provvedimento adegua le deroghe italiane a quelle europee rispetto ai divieti di immissione sul mercato di batterie portatili e accumulatori contenenti cadmio destinati ad essere utilizzati negli utensili elettrici senza fili, cosi come delle pile a bottone con un basso tenore di mercurio. Si definisce un adeguato regime transitorio per lo smaltimento delle scorte esistenti e per consentire un adeguamento alle tecnologie sostitutive e ai nuovi parametri da parte di produttori, industria del riciclo e consumatori.
Con questo decreto viene inoltre introdotta una disposizione per riassegnare ad un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare i proventi delle tariffe per il funzionamento del Registro nazionale pile ed accumulatori, del Comitato di vigilanza e controllo per la gestione dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e dei rifiuti di pile ed accumulatori, incluse le attività di ispezione nei confronti dei produttori: vuole essere cosi garantito un monitoraggio più adeguato e un controllo più incisivo sull’applicazione della normativa.

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TARI: esenzione per imprese che producono rifiuti speciali

Con la Risoluzione n.2/DF del 9 dicembre 2014 il Ministero dell’Economia e delle Finanze, facendo riferimento al comma 649 primo periodo della Legge di Stabilità 2014 (L. 147/2013), ha chiarito che sono esenti dal versamento TARI i magazzini e le aree produttive di rifiuti speciali. Più in particolare, i magazzini intermedi di produzione e quelli adibiti allo stoccaggio dei prodotti finiti non sono tassabili purché adibiti alla produzione di rifiuti speciali non assimilabili, in via continuativa e prevalente, tramite lavorazioni industriali o artigianali. E questo vale a prescindere da un eventuale intervento regolamentare in senso contrario del Comune.

Tassa sui rifiuti

In generale, la TARI interessa chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il tributo si applica inoltre, così come tutti i prelievi, per la produzione rifiuti quali TARSU, TARES e TARI, a fronte del presupposto di disponibilità immediata del locale.

Esenzioni TARI

L’esenzione per le attività che producono in via continuativa e prevalente rifiuti speciali ha lo scopo di evitare il rischio di iniqua duplicazione di costi per le imprese che hanno già l’onere di smaltire a proprie spese tali rifiuti. L’esenzione TARI si applica, tuttavia, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.

 Regolamento comunale

Nella Risoluzione, il Ministero precisa inoltre che il terzo periodo del comma 649 della L. 147/2013 si applica esclusivamente ai casi in cui i Comuni possono procedere all’assimilazione, quindi alla tassazione. Ricordiamo che tale norma lascia la possibilità ai Comuni di individuare le aree di produzione di rifiuti speciali non assimilabili e i magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati all’esercizio di dette attività produttive, ai quali si estende il divieto di assimilazione. Dunque, in caso di superfici che producono rifiuti speciali non assimilabili, il Comune non ha spazio decisionale in ordine al potere di assimilazione: in questo tipo di imprese si può assumere che la presenza umana determini una quantità particolarmente esigua di rifiuti urbani.

 Richiesta esenzione TARI

 L’esenzione TARI non è automatica e spetta all’impresa l’onere di chiedere l’esonero fiscale di fornire le documentazioni che comprovano l’avvenuto trattamento dei rifiuti speciali non assimilabili in conformità alla normativa vigente.

http://www.finanze.gov.it/export/download/novita2014/Risoluzione_n._2DF_x9_dicembre_2014x.pdf

 

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DISCARICHE: NOVITA' PER I NUOVI CRITERI DI AMMISSIBILITA' DEI RIFIUTI

 

waste

Tra le modifiche al D.M. 27 settembre 2010, anche la sostituzione integrale dell’Allegato 3 «Campionamento e analisi dei rifiuti»

Novità per i criteri di criteri di ammissibilità dei rifiuti nelle discariche. E’ la conseguenza della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 settembre 2015, n. 211, del decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 giugno 2015, che modifica il D.M. 27 settembre 2010.

In estrema sintesi, le modifiche introdotte riguardano:

– l’elenco dei rifiuti inerti per i quali è consentito lo smaltimento in  discarica senza preventiva caratterizzazione;

– i limiti di accettabilità per i composti organici in discariche per rifiuti inerti;

– l’ammissione in impianti di discarica per rifiuti non pericolosi;

– le sottocategorie di discariche per rifiuti non pericolosi;

– gli impianti di discarica per rifiuti pericolosi.

Sostituito integralmente l’Allegato 3 «Campionamento e analisi dei rifiuti».

 

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DIRETTIVA (UE) 2015/1127 DELLA COMMISSIONE del 10 luglio 2015

DIRETTIVA (UE) 2015/1127 DELLA COMMISSIONE

del 10 luglio 2015 che sostituisce l'allegato II della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, vista la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (1), in particolare l'articolo 38, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

L'allegato II della direttiva 2008/98/CE stabilisce un elenco non esaustivo di operazioni di recupero.

(2)

L'operazione R1 di cui all'allegato II della direttiva 2008/98/CE si applica ai rifiuti usati in sostituzione di combustibile o altri mezzi per produrre energia. Gli impianti di incenerimento destinati al trattamento dei rifiuti solidi urbani vi rientrano solo se la loro efficienza energetica raggiunge la soglia determinata applicando la formula di efficienza energetica (formula R1) di cui all'allegato II della direttiva 2008/98/CE.

(3)

Da prove tecniche è emerso che le condizioni climatiche locali nell'Unione influenzano i quantitativi di energia che possono essere tecnicamente usati o prodotti sotto forma di energia elettrica, riscaldamento, raffreddamento o vapore industriale da inceneritori destinati al trattamento di rifiuti solidi urbani.

(4)

Una relazione del Centro comune di ricerca della Commissione europea ha dimostrato che al fine di raggiungere la parità di condizioni nell'Unione è ragionevole prevedere una compensazione per gli impianti di incenerimento che risentono dell'impatto delle condizioni climatiche locali con un fattore di correzione climatico (Climate Correction Factor, CCF) applicabile alla formula R1. Questo fattore va basato sul documento di riferimento sulle migliori tecniche disponibili per l'incenerimento dei rifiuti.

(5)

Con l'applicazione di un CCF alcuni impianti di incenerimento raggiungerebbero la soglia relativa alla formula R1 e diventerebbero dunque automaticamente impianti di incenerimento. Ciononostante, l'applicazione di un tale fattore di correzione deve restare un incentivo affinché gli impianti di incenerimento raggiungano un'elevata efficienza nella produzione di energia dai rifiuti, in linea con gli obiettivi e la gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE.

(6)

Il CCF applicabile alla formula R1 va basato sulle condizioni climatiche relative al sito degli impianti di incenerimento.

(7)

Occorre pertanto modificare in tal senso la direttiva 2008/98/CE.

(8)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato istituito dall'articolo 39 della direttiva 2008/98/CE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L'allegato II della direttiva 2008/98/CE è modificato conformemente all'allegato della presente direttiva.

Articolo 2

1.   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 luglio 2016. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 10 luglio 2015

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER

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SISTRI: nuova formulazione e riduzione dei contributi?

Pubblichiamo un estratto del resoconto dell’ attività dell'VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) pubblicato nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari redatto per la seduta del 17 giugno 2015, dove la Commissione Ambiente della Camera dei deputati ha approvato un impegno del Governo a valutare e prevedere una nuova formulazione del Sistri e la riduzione dei contributi.

   1) a valutare l'adozione di tutti gli atti necessari a ridurre adeguatamente il contributo annuale di iscrizione al SISTRI previsto dal DM 18 febbraio 2011, n. 52, e successive modificazioni, dalla data del 1o gennaio 2016 e fino alla piena operatività – previo collaudo con esito positivo – del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti realizzato dal concessionario che risulterà vincitore della gara, il cui bando è in corso di predisposizione da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e di CONSIP S.p.a. e che sarà finalizzato a semplificare le procedure del sistema di tracciabilità «nel rispetto dei criteri e delle modalità di selezione disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e dalle norme dell'Unione europea di settore, nonché dei principi di economicità, semplificazione, interoperabilità tra sistemi informatici e costante aggiornamento tecnologico» (come previsto dall'articolo 11, comma 9-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101) e dell'efficacia dei controlli;

   2) a valutare l'adozione di tutti gli atti necessari a ridurre il contributo annuale di iscrizione al SISTRI previsto dal DM 18 febbraio 2011 n. 52, e successive modificazioni, dalla data del 1o gennaio 2016, scorporandone la parte relativa agli oneri di costituzione del SISTRI e limitandolo solo a quelli di funzionamento;

   3) a prevedere nella Convenzione di incarico a CONSIP spa che quest'ultima tenga in debito conto delle proposte presentate il 25 marzo 2015 da Rete Imprese Italia per un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti;

   4) a prevedere che CONSIP spa coinvolga, nella fase di elaborazione del Bando di gara e poi nella fase del collaudo operativo, le associazioni di categoria presenti nel già costituito tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione del SISTRI"
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ECOREATI APPROVATO DAL SENATO LA NUOVA NORMA

Il SI del Senato è definitivo. E la nuova legge sugli eco reati introduce nel codice penale "nuovi delitti" contro l'ambiente. Sono cinque: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo e omessa bonifica.

INQUINAMENTO AMBIENTALE
Il nuovo articolo 452-bis del codice penale punisce l'inquinamento ambientale con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento "significativi e misurabili" dello stato preesistente "delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo" o "di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna. Sono inoltre previste delle aggravanti: reclusione da 2 anni e 6 mesi a 7 anni se dall'inquinamento ambientale derivi ad una persona una lesione personale; reclusione da 3 a 8 anni se ne derivi una lesione grave; reclusione da 4 a 9 anni se ne derivi una lesione gravissima reclusione da 5 a 12 anni in caso di morte della persona. Ove gli eventi lesivi derivati dal reato siamo plurimi e a carico di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave aumentata fino al triplo, fermo restando tuttavia il limite di 20 anni di reclusione.

DISASTRO AMBIENTALE
E' punito con la reclusione da 5 a 15 anni. Riguarda un'alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema; un'alterazione dell'equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; l'offesa all'incolumità pubblica determinata con riferimento sia alla rilevanza del fatto per l'estensione della compromissione ambientale o dei suoi effetti lesivi, sia al numero delle persone offese o esposte al pericolo. Il disastro ambientale è aggravato ove commesso in un'area protetta o sottoposta a vincolo o in danno di specie animali o vegetali protette.

TRAFFICO E ABBANDONO MATERIALI AD ALTA RADIOATTIVITA'
L'art. 452-sexies punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro il reato di pericolo di traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività. Il delitto è commesso da chiunque abusivamente "cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona materiale di alta radioattività ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente"

IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO
Punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni l'impedimento del controllo ambientale,  negando o ostacolando l'accesso ai luoghi, ovvero mutando artificiosamente il loro stato. Il delitto di inquinamento ambientale e quello di disastro ambientale commessi per colpa e non per dolo sono puniti con pene ridotte fino ad un massimo di due terzi . Una ulteriore diminuzione di un terzo della pena è prevista per il delitto colposo di pericolo per l'ambiente.

ASSOCIAZIONI CONTRO L'AMBIENTE
Sono previste specifiche aggravanti nel caso di commissione in forma associativa dei nuovi delitti contro l'ambiente.

RAVVEDIMENTO OPEROSO
Diminuzione di pena dalla metà a due terzi per chi si impegna a evitare che l'attività illecita sia portata a conseguenze ulteriori o provvede alla messa in sicurezza, bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi, "prima che sia dichiarata l'apertura del dibattimento di primo grado". Se si collabora  concretamente con l'autorità di polizia o giudiziaria ricostruire i fatti illeciti e per rintracciare e gli autori ha una diminuzione della pena da un terzo alla metà

CONFISCA
In caso di condanna o patteggiamento per i reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo nonché per i reati associativi il giudice deve sempre ordinare la confisca delle cose che sono il prodotto o il profitto del reato o che sono servite a commetterlo. Niente confisca quando i beni appartengano a terzi estranei al reato.
Se la confisca dei beni non è possibile, il giudice ordina la confisca per equivalente. I beni e i proventi confiscati n sono messi nella disponibilità della pubblica amministrazione competente e vincolati all'uso per la bonifica dei luoghi. Niente confisca quando l'imputato abbia efficacemente provveduto alla messa in sicurezza dei luoghi e, se necessario, alla loro bonifica e ripristino. In caso di condanna o patteggiamento per uno dei nuovi delitti ambientali, il giudice ordina al condannato il recupero e, ove possibile, il ripristino dello stato dei luoghi,

PROCURATORE ANTIMAFIA
Il procuratore della Repubblica che procede per  delitti contro l'ambiente, dà notizia dell'indagine all'Agenzia delle entrate e al procuratore nazionale antimafia.

ILLECITI AMMINISTRATIVI
Si prevede un procedimento per l'estinzione delle contravvenzioni collegato all'adempimento da parte del responsabile della violazione di una serie di prescrizioni e del pagamento di una somma di denaro.
Riguarda violazioni che non hanno provocato nè danno nè pericolo concreto e attuale di danno alle risorse

 ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette.

'AIR GUN'
Il divieto di uso della tecnica dell'air gun è stato soppresso alla Camera e nella quarta e ultima lettura del Senato non sono state approvate modifiche sul punto.

fonte:La Repubblica

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Nuove norme classificazione rifiuti

Entrano in vigore il 18 febbraio 2015 le nuove norme per la classificazione dei rifiuti previste dal riformulato allegato D alla Parte IV del Dlgs 152/2006.

 Le novità, introdotte dal Dl 91/2014 convertito in Legge 11 agosto 2014, direttamente nel Codice ambientale, riguardano le istruzioni per la corretta attribuzione dei codici europei ai rifiuti.

 In particolare  all'allegato D alla Parte IV è premessa la seguente disposizione:

 "Classificazione dei rifiuti:

1.    La classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore assegnando ad essi il competente Codice Cer, applicando le disposizioni contenute nella decisione 2000/532/Ce.

2.    Se un rifiuto è classificato con Codice Cer pericoloso "assoluto", esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. Le proprietà di pericolo, definite da H1 ad H15, possedute dal rifiuto, devono essere determinate al fine di procedere alla sua gestione.

3.    Se un rifiuto è classificato con Codice Cer non pericoloso "assoluto", esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione.

4.    Se un rifiuto è classificato con Codici Cer speculari (o specchio), uno pericoloso ed uno non pericoloso, per stabilire se il rifiuto è pericoloso o non pericoloso debbono essere determinate le proprietà di pericolo che esso possiede. Le indagini da svolgere per determinare le proprietà di pericolo che un rifiuto possiede sono le seguenti:

a)   individuare i composti presenti nel rifiuto attraverso la scheda informativa del produttore; la conoscenza del processo chimico; il campionamento e l'analisi del rifiuto;

b)   determinare i pericoli connessi a tali composti attraverso: la normativa europea sulla etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi; le fonti informative europee ed internazionali; la scheda di sicurezza dei prodotti da cui deriva il rifiuto;

c)    stabilire se le concentrazioni dei composti contenuti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all'analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione dei test per verificare se il rifiuto ha determinate proprietà di pericolo.

 5.    Se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo aspecifico, e non sono perciò noti i composti specifici che lo costituiscono, per individuare le caratteristiche di pericolo del rifiuto devono essere presi come riferimento i composti peggiori, in applicazione del principio di precauzione.

 6.    Quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità stabilite nei commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.

 7.    La classificazione in ogni caso avviene prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione".

Fonte:http://www.ecocae.it/news/categoria1/2015/02/13/nuove-norme-classificazione-rifiuti

http://ricicla.tv/2015/02/classificazione-rifiuti-si-rischia-la-paralisi-del-settore/#.VOecjzt0xdg

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SISTRI, E' INIZIATO ILCONTO ALLA ROVESCIA PER LE SANZIONI.

NESSUNA PROROGA – Resta un punto fermo: il 3 marzo 2014 il Sistri diventa operativo. Ma le sanzioni previste si applicheranno soltanto da gennaio 2015. La Camera ha dato via libera al decreto n. 152/2013 http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-01-03&atto.codiceRedazionale=13G00193&currentPage=1 il cosiddetto Milleproroghe, che contiene anche il rinvio dell’entrata in vigore delle sanzioni, ma non dell’operatività del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi.

La proroga al 31 dicembre 2014 riguarda l'applicazione dell'attuale regime transitorio "a doppio binario" degli adempimenti ambientali previsti in materia di tracciabilità dei rifiuti. Se le modifiche verranno confermate anche in seconda lettura dal Senato, gli operatori potranno continuare a utilizzare registri di carico/scarico e formulari di trasporto accanto al SISTRI e il regime sanzionatorio verrà applicato dal 1 febbraio 2015.

 

 

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Albo Nazionale Gestori Ambientali

Albo nazionale gestori ambientali: regole tutte nuove per l’iscrizione, il rinnovo e la permanenza delle imprese alla luce del Dm 120/2014

Le regole per l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali sono profondamente cambiate. Infatti, il 7 settembre 2014 è entrato in vigore il nuovo regolamento dell’Albo (Dm 120/2014) che, dopo 16 anni, ha definitivamente archiviato il Dm 406/1998. Dunque, cambia tutto e il nuovo regolamento lo fa all’insegna della semplificazione amministrativa e della qualificazione delle imprese.  
Tra le molte semplificazioni si segnala il fatto che gli operatori non devono più comunicare le modifiche anagrafiche al Registro imprese; inoltre, è previsto l’accorpamento delle categorie di iscrizione; pertanto, ad esempio, gli iscritti nelle categorie 4 e 5 possono trasportare i rifiuti da se stessi prodotti o i RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici) senza richiedere altre iscrizioni.
Viene altresì disciplinata la trasmissione telematica delle domande e delle comunicazioni, mentre per il rinnovo dell’iscrizione l’impresa presenterà un’autocertificazione circa il permanere dei requisiti previsti per l’iscrizione. L’attestazione di idoneità degli automezzi è redatta e sottoscritta dal Responsabile tecnico dell’impresa, pertanto decade l’obbligo di dimostrarla con perizia redatta e giurata da un professionista.
Cambia profondamente la formazione del Responsabile tecnico il cui aggiornamento professionale sarà verificato ogni cinque anni, in base a contenuti, criteri e modalità di svolgimento stabiliti dal Comitato nazionale dell’Albo.
Il tutto, unito al delicato regime transitorio previsto dall’articolo 26 del nuovo Dm 120/2014, rende necessario un confronto con aggiornamento professionale.

 

ULTIME NOVITÀ:

 

● 31 dicembre 2014: Dl "Milleproroghe" prevede da 1° febbraio 2015 sanzioni per omessa iscrizione e mancato pagamento contributo.

 

Il Dl 31 dicembre 2014 n. 192 stabilisce l’applicazione a partire dal 1° febbraio 2015 delle sanzioni previste dall’articolo 260-bis, commi 1 e 2, del Dlgs 152/2006 che puniscono l’omessa iscrizione al Sistri ed il mancato pagamento del relativo contributo e la proroga fino al 31 dicembre 2015 delle altre sanzioni Sistri, unitamente ad un pari prolungamento del periodo transitorio del cd. "doppio binario" (tracciamento telematico e tradizionale).

 

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APPROVATO IL NUOVO MUD 2015

Il 9/12/2014 - Sul supplemento ordinario n. 97 alla Gazzetta ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2014 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 dicembre 2014 recante "Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2015".


Il Decreto si è reso necessario a causa dello slittamento del termine di entrata in operatività del Sistema SISTRI prima prorogato e, successivamente, sospeso, con l'art. 13, commi 3 e 3-bis del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, fino al compimento delle verifiche amministrative e funzionali del Sistema stesso ed, infine, entrato in vigore il l'1 ottobre 2013.

Con il decreto in argomento viene stabilito che il modello di dichiarazione, allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2013, è sostituito dal modello e dalle istruzioni allegati al decreto 17/12/2014 e che il nuovo modello di cui al decreto oggetto della presente notizia sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento all'anno precedente e sino alla piena entrata in operatività del Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI).
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è completato dai seguenti 6 allegati:

  • Allegato 1 - Articolazione del modello unico di dichiarazione ambientale
  • Allegato 2 - Sezione rifiuti semplificata
  • Allegato 3 - Sezione anagrafica
  • Allegato 4 - Indicazioni per la presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) via telematica
  • Allegato 5 - Codici catalogo europeo rifiuti
  • Allegato 6 - Dati identificativi della dichiarazione.
  • Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/12/27/14A09910/sg%20
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Milleproroghe 24 dicembre 2014

La Presidenza del Consiglio comunica che:

 

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, mercoledì 24 dicembre 2014 alle ore 12.50, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.

 

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STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA

 

In apertura del Consiglio dei Ministri, il Ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha aggiornato il Governo sullo stato di attuazione del Programma.

 

Rispetto al precedente Consiglio dei Ministri del 12 dicembre vi sono 13 provvedimenti in meno da adottare. In particolare, il risultato attuativo conseguito con riferimento ai provvedimenti di legge approvati dai due precedenti Esecutivi (Letta e Monti) è il seguente: lo stock dei decreti da adottare è oggi pari a 383, con un dato di partenza di 889, “presi in carico” dal Governo il 22 febbraio scorso.

 

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Nuova direttiva sui rifiuti, cambiano le classi di pericolo dal prossimo Giugno 2015

Il regolamento 1357/2014/Ue adegua le definizioni delle caratteristiche di pericoloso ... Conai, da aprile 2015 ridotto il contributo imballaggi acciaio e legno. Conai ... La direttiva quadro sui rifiuti aggiornata alle novità sulle caratteristiche di pericolo introdotte dal regolamento 1357/2014/Ue, applicabili dal 1° giugno 2015 ...

REGOLAMENTO (UE) N. 1357/2014: NUOVE CARATTERISTICHE DI PERICOLO RIFIUTI

REGOLAMENTO (UE) N. 1357/2014 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2014 che sostituisce l'allegato III della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (Testo rilevante ai fini del SEE)

Modificato l'allegato III della direttiva 2008/98/CE che elenca le caratteristiche di pericolo per i rifiuti.

CARATTERISTICHE DI PERICOLO PER I RIFIUTI

HP 1“Esplosivo”:

rifiuto che può, per reazione chimica, sviluppare gas a una temperatura, una pressione e una velocità tali da causare danni nell'area circostante. Sono inclusi i rifiuti pirotecnici, i rifiuti di perossidi organici esplosivi e i rifiuti autoreattivi esplosivi.

HP 2“Comburente”:
rifiuto capace, in genere per apporto di ossigeno, di provocare o favorire la combustione di altre materie.

HP 3“Infiammabile”:
- rifiuto liquido infiammabile: rifiuto liquido il cui punto di infiammabilità è inferiore a 60 °C oppure rifiuto di gasolio, carburanti diesel e oli da riscaldamento leggeri il cui punto di infiammabilità è superiore a 55 °C e inferiore o pari a 75 °C;
- rifiuto solido e liquido piroforico infiammabile: rifiuto solido o liquido che, anche in piccole quantità, può infiammarsi in meno di cinque minuti quando entra in contatto con l'aria;
- rifiuto solido infiammabile: rifiuto solido facilmente infiammabile o che può provocare o favorire un incendio per sfregamento;
- rifiuto gassoso infiammabile:rifiuto gassoso che si infiamma a contatto con l'aria a 20 °C e a pressione normale di 101,3 kPa;
- rifiuto idroreattivo: rifiuto che, a contatto con l'acqua, sviluppa gas infiammabili in quantità pericolose;
- altri rifiuti infiammabili: aerosol infiammabili, rifiuti autoriscaldanti infiammabili, perossidi organici infiammabili e rifiuti autoreattivi infiammabili.

HP 4“Irritante - Irritazione cutanea e lesioni oculari”:
rifiuto la cui applicazione può provocare irritazione cutanea o lesioni oculari.

HP 5“Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT)/Tossicità in caso di aspirazione”:
rifiuto che può causare tossicità specifica per organi bersaglio con un'esposizione singola o ripetuta, oppure può provocare effetti tossici acuti in seguito all'aspirazione.

HP 6“Tossicità acuta”:
rifiuto che può provocare effetti tossici acuti in seguito alla somministrazione per via orale o cutanea, o in seguito all'esposizione per inalazione.

HP 7“Cancerogeno”:
rifiuto che causa il cancro o ne aumenta l'incidenza.

HP 8“Corrosivo”:
rifiuto la cui applicazione può provocare corrosione cutanea.

HP 9“Infettivo”:
rifiuto contenente microrganismi vitali o loro tossine che sono cause note, o a ragion veduta ritenuti tali, di malattie nell'uomo o in altri organismi viventi.

HP 10“Tossico per la riproduzione”:
rifiuto che ha effetti nocivi sulla funzione sessuale e sulla fertilità degli uomini e delle donne adulti, nonché sullo sviluppo della progenie.

HP 11“Mutageno”:
rifiuto che può causare una mutazione, ossia una variazione permanente della quantità o della struttura del materiale genetico di una cellula.

HP 12“Liberazione di gas a tossicità acuta”:
rifiuto che libera gas a tossicità acuta (Acute Tox. 1, 2 o 3) a contatto con l'acqua o con un acido.

HP 13“Sensibilizzante”:
rifiuto che contiene una o più sostanze note per essere all'origine di effetti di sensibilizzazione per la pelle o gli organi respiratori.

HP 14“Ecotossico”:
rifiuto che presenta o può presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali.

HP 15“Rifiuto che non possiede direttamente una delle caratteristiche di pericolo summenzionate ma può manifestarla successivamente”

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Oli usati la legge consente nuovamente la miscelazione.

La legge 116/2014 di conversione del Dl “Competitività” consente agli operatori di gestire gli oli usati, a partire dal deposito temporaneo, senza rispettare il divieto generale di miscelazione dei rifiuti con caratteristiche di pericolo differenti.

 La novità arriva attraverso la modifica dell'articolo 216-bis del Dlgs 152/2006 (oli usati) che legittima, “in deroga” all'articolo 187 dello stesso “Codice ambientale” (cioé la norma che stabilisce il divieto generale di miscelazione dei rifiuti pericolosi aventi differenti caratteristiche di pericolosità), la miscelazione degli oli usati.

Il tutto a condizione che vengano rispettati i principi generali della disciplina in materia di rifiuti, che la miscelazione sia effettuata da una impresa autorizzata e che l'operazione sia conforme alle migliori tecniche disponibili.

 Rimane invece fermo il divieto di miscelazione degli oli usati con altri tipi di rifiuti o sostanze, nonché l'obbligo di tenere costantemente separati, per quanto tecnicamente possibile, gli oli usati destinati a processi di trattamento diversi.

fonte:http://www.reteambiente.it/news/20845/oli-usati-miscelazione-possibile-dal-21-agosto-20/

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Disposizione in materia ambientale

Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali (collegato alla legge di stabilità 2014)
approvato con il nuovo titolo
"Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali"

 

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Sistri prorogato fino al 2015

Sono molte le novità ambientali contenute nel decreto legge 91/14 convertito in Legge 116/2014 (c.d. decreto competitività), che vanno dalla conferma del Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) e altre disposizioni in materia di gestione dei rifiuti. Nel testo di legge è stata inserita una norma che prevede la proroga del Sistri fino al 31 dicembre 2015. Successivamente il contratto tra il ministero dell'Ambiente e Selex Se.Ma. Spa perderà la sua efficacia. Entro il 30 giugno 2015 il Ministero bandirà una gara europea per affidare la concessione del servizio di tracciamento informatico dei rifiuti nel rispetto del Dlgs 163/06 (contratti pubblici per lavori, servizi e forniture). Non è stata invece ancora approvata alcuna delle numerose semplificazioni proposte dal mondo imprenditoriale, e slitta dal 3 marzo al 31 dicembre 2014 il termine entro cui il ministro dell'Ambiente semplificherà e ottimizzerà il Sistri.
 
Fonte: Il Sole 24 Ore
 

sistri

Il SISTRI continua ad evolversi, a modificarsi, a semplificarsi, ed in alcuni casi a complicarsi. 

SISTRI – soggetti obbligati (aggiornamento Gazzetta Ufficiale n° 99 del giorno 30/04/2014,l decreto 24 Aprile 2014)

Sono obbligati ad aderire ed utilizzare il SISTRI, i seguenti soggetti:

-         Enti ed imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che derivino da attività agricole ed agroindustriali con più di 10 dipendenti;

-         Enti ed imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che derivino da attività di costruzione e demolizione e da scavo, artigianali, industriali, commerciali, di servizio, sanitarie con più di 10 dipendenti;

-         Enti ed imprese produttori di rifiuti speciali pericolosi che effettuano attività di stoccaggio;

-         Enti ed imprese che effettuano la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani nella Regione Campania;

-         Enti ed imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi derivanti da attività di pesca professionale ed acquacoltura che abbiano più di 10 dipendenti

Permane ad oggi l’esenzione dall’adesione al SISTRI per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi, i quali ovviamente possono aderire al SISTRI in maniera facoltativa.

Sono esentati dall’obbligo di adesione al SISTRI:

-         Enti ed imprese, produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, che indipendentemente dal numero di dipendenti conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta come descritto all’articolo 183 comma 1 lett. pp) del D.Lgs. 152/2006

-         Enti ed imprese, produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, che indipendentemente dal numero di dipendenti, sono iscritti alla sezione speciale “imprese agricole” del Registro imprese e che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta come descritto all’articolo 183 comma 1 lett. pp) del D.Lgs. 152/2006.

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Сачак (Ламперия) http://www.emsien3.com/sachak от ЕМСИЕН-3
Дървени талпи http://www.emsien3.com/талпи от ЕМСИЕН-3

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